Il nome “Baubo” significa “ventre” e Baubo era la dea greca della risata viscerale. Quella risata di solito suscitata da gesti osceni od allusioni scherzose. Baubo, nelle statue, è raffigurata come un corpo senza testa nè arti, i suoi genitali formano una bocca barbuta ed i seni guardano come occhi.
Baubo era la sorella di Giambe, la dea dei discorsi indecenti, e moglie di Disaule di Eleusi, al quale diede due figlie: Protonoe e Nisa e due figli maschi, Euboleo e Trittolemo. Demetra, la cui figlia Persefone era stata rapita da Ade, vagando per la terra in preda al dolore, capitò nella città costiera di Efeso, dove sostò accanto ad un pozzo per riposarsi.
Baubo vi arrivò per prendere l’acqua e, commossa dallo stato di prostrazione della dea, cercò in qualche modo di sollervarle l’animo. Demetra, però, rifiutò ogni consolazione. Allora Baubo sollevò la gonna e mostrò il posteriore. Il piccolo Iacco, che accompagnava Demetra, scoppiò in una risata scrosciante. Il dolore di Demetra si interruppe in un sorriso, la terra, sterile, si agitò e, dopo un pò, anche Persefone fece ritorno dalla madre. Per questo alcuni studiosi sostengono che Baubo fosse uno degli aspetti secondari di Ecate, la dea notturna del mistero e del potere
