Diana Aricina
Aprile 4, 2008 di agharti
Diana era la dea protettrice della caccia, delle partorienti e della luna, astro tipicamente femminile, legato al ciclo ed ai cambiamenti. A questa divinità - Artemide in Grecia - venivano dedicati solenni festeggiamenti il 13 agosto, “dies servorum”, giorno degli schiavi che erano da lei protetti.
Il culto di Diana Aricina si svolgeva nel bosco sacro alla dea, situato ai piedi del tempio di Giove Laziale sul monte Albano. Il sommo sacerdote del culto di Diana, ricopriva contemporaneamente la carica di sacerdote e re ed era chiamato Rex Nemorensis. Il Re sacerdote doveva essere uno schiavo fuggitivo che, una volta entrato nel bosco sacro alla dea, tentava di spezzare un ramo di un albero sacro che cresceva solo lì. Era il vischio, pianta che può crescere anche sui tronchi degli alberi. Recuperato un ramo di questa pianta, il nuovo pretendente alla carica di Rex Nemorensis poteva sfidare il vecchio Re in un duello all’ultimo sangue, il cui vincitore aveva diritto a fregiarsi del titolo di Rex Nemorensis fino a quando non fosse stato ucciso da un altro pretendente.
Il Rex Nemorensis doveva perlustrare e sorvegliare il territorio sia di giorno che di notte, in estate come in inverno. Gli antichi sostenevano che il culto fosse di derivazione greca, importato in Italia da Oreste, figlio di Agamennone, il quale uccise Toante, re della Tauride, e riuscì a portare ad Ariccia un simulacro di Diana Taurica alla quale era attribuito il sanguinoso rituale.
Il santuario di Diana Nemorense era considerato un centro federale della lega latina. Lo spostamento del culto dal Monte Artemisio è stato tramandato da Catone, insieme all’elenco dei popoli che partecipavano alle celebrazioni, in cui non figura il nome di Roma. La rifondazione del santuario di Diana Nemorense nel bosco Aricino, può essere interpretata come una risposta al santuario federale realizzato da Servio Tullio a Roma, sull’Aventino.
Diana non è una divinità di origine romana, non viene citata tra gli dei capostipiti della sacralità romana. E’, piuttosto, una divinità di origine latina con forti legami con gli indoeuropei, suggeriti dal legame della dea con la luna che determina i ritmi biologici e le forze notturne e con la forza rigeneratrice e riproduttiva. Per questo la dea era particolarmente venerata dalle partorienti e si sono ritrovati numerosi ex voto a forma tipicamente anatomica, nei suoi santuari.
Una delle prime raffigurazioni del culto era la Diana Triformis, una sorta di trinità femminile rappresentante Artemide-Diana-Selene. Gli scavi nei dintorni del lago di Nemi sono stati iniziati nel 1637.